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A 25 anni dal genocidio dei Tutsi del Ruanda

Dal 7 aprile al 4 luglio del 1994 nel Ruanda, piccolo Paese dell’Africa orientale, un milione di persone – tra cui donne e bambini, famiglie intere – furono massacrate a colpi di machete, mazze chiodate e armi da fuoco. Le Nazioni Unite hanno proclamato il 7 aprile “Giornata internazionale di riflessione sul genocidio in Ruanda”. A RadioRadicale la testimonianza di Honorine Mujyambere (Presidente di Ibuka Italia).

«La prima missione della nostra associazione è quella di tenere viva la memoria del genocidio dei Tutsi: Ibuka in ruandese significa “ricorda”. Fra i nostri obiettivi c’è anche quello di contrastare ogni forma di negazionismo o di revisionismo. Chiediamo inoltre giustizia, perché ci sono tantissimi responsabili di quegli atti orribili che vivono ancora liberi in diverse nazioni del mondo», ha spiegato Honorine Mujyambere, presidente di Ibuka Italia.

Domenica 7 aprile, alle ore 15.45, sopravvissuti, testimoni e studiosi si ritroveranno insieme alla John Cabot University (JCU) di Roma per commemorare il genocidio dei Tutsi del Ruanda, una delle più drammatiche pagine della storia recente, avvenuto esattamente 25 anni fa.

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