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Il ministro Matteo Salvini in Libia

Il viaggio del Vice Premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini in Libia. L’analisi di Michela Mercuri (Docente di Geopolitica del Medio Oriente alla SIOI).

Costruire hotspot al confine Sud della Libia, impedire che i barconi partano, guerra alle Ong. Sono le proposte lanciate in Libia dal ministro dell’Interno Salvini in vista del vertice Ue di giovedì. Campi fuori dai confini libici, precisa Salvini dopo lo stop di Tripoli. Il vicepremier attacca il governo di Parigi. E sulle ong: ‘Complici dei trafficanti, vanno bloccate. Lifeline fuorilegge, vada in Francia’. Altrimenti, dice Di Maio, se l’Italia decidesse di farla attraccare ‘la sequestrerebbe subito’.

“Hotspots dell’accoglienza in Italia? Sarebbe problema per noi e per la Libia stessa perché i flussi della morte non verrebbero interrotti – aveva scritto in mattinata in un tweet il ministro dell’Interno -. Noi abbiamo proposto centri di accoglienza posti ai confini a Sud della Libia per evitare che anche Tripoli diventi un imbuto, come Italia”. “Rifiutiamo categoricamente” la proposta circolata in ambito europeo di realizzare “campi per migranti in Libia: non è consentito dalla legge libica”, ha invece risposto il vicepresidente libico Ahmed Maiteeq in una conferenza stampa congiunta a Tripoli con il ministro dell’Interno.

 

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