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“Quando è troppo, è troppo!” Il giorno dopo London Bridge

Aggiornamenti di RadioRadicale il giorno dopo l’attentato che ieri, 3 giugno 2017, ha colpito Londra. In collegamento dalla capoitale inglese Francesco De Leo ed Eugenio Motesano.

“QUANDO È TROPPO è troppo”. La premier inglese, Theresa May, il giorno dopo l’attacco al London Bridge non ha dubbi: “quando si tratta di terrorismo ed estremismo, le cose devono cambiare”. Evidenziando che “questo è il terzo attacco in tre mesi in Gran Bretagna e da marzo la sicurezza, la polizia e l’intelligence hanno sventato 5 complotti”, la premier ha precisato che “gli assalti non sono collegati, ma siamo di fronte a un nuovo trend: il terrorismo chiama il terrorismo e gli assalitori vengono ispirati da altri assalitori”. La prima ministra è convinta che alla base delle aggressioni ci sia l’estremismo islamista e che debba essere rivista la strategia anti-terrorismo contro le nuove minacce al Paese. “È necessario cercare accordi internazionali che disciplinano il cyberspazio: dobbiamo fare di tutto per limitare l’estremismo online creando spazi sicuri online”.

Si aggrava il bilancio. Le vittime dell’attentato, ha riferito la polizia britannica, sono sette, mentre i feriti sono 48, ricoverati in cinque ospedali. Tra loro anche quattro agenti di polizia. Secondo fonti non confermate è stato un unico poliziotto a uccidere i tre terroristi, ma l’agente è stato a sua volta ferito e ora è in gravi condizioni, ma per fortuna non rischia la vita. Durante una conferenza stampa, la commissaria della polizia metropolitana di Londra, Cressida Dick, ha fatto il punto dopo l’attentato e ha confermato che al momento si ritiene che l’aggressione sia stata condotta dalle tre persone poi uccise dalla polizia. “Sappiamo al momento che sono stati tre gli attentatori di ieri sera, non crediamo ci siano altri terroristi anche se continuiamo le indagini per escludere eventuali complici”, ha precisato Dick.

 

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